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Per gli asili nido stanziati 634 milioni di euro in tre anni
Rosy Bindi illustra il "piano straordinario" (02/08/2007)
Il ministro per la Famiglia, Rosy Bindi, ha annunciato la disponibilità di 634 milioni di euro per il piano straordinario per gli asili nido, annunciato con una conferenza stampa dal. "È la prova di quanto ci teniamo a sostenere la famiglia da tutti i punti di vista", ha spiegato il ministro Bindi parlando del piano che vuole essere appunto solo un tassello del piano più generale per la Famiglia che sarà concordato da settembre con tutte le parti sociali e con i partiti. Il Piano era stato messo a punto - come si ricorderà - durante la Prima Conferenza nazionale sulla famiglia che si è tenuta a maggio a Firenze. In tre anni - ha detto il ministro Bindi spiegando i particolari del programma per l’infanzia - verranno stanziati 634 milioni di euro, una cifra che risulta dalla somma di varie voci. Già con la Finanziaria per quest’anno erano stati stanziati infatti 340 milioni. A questa cifra si aggiungono altri 211 milioni dalle regioni del sud, 53 milioni dalle Regioni del nord e 30 milioni per le cosiddette sezioni primavera (due-tre anni). "Lo chiamiamo piano straordinario - ha spiegato Rosy Bindi - perché non erano mai state destinate tante risorse alle scuole per l’infanzia come in questa occasione. È uno dei sostegni concreti che vogliamo dare alle famiglie e in particolare alle donne che lavorano".
Interessante analizzare anche la scomposizione e la destinazione dei fondi. Dei 340 milioni stanziati dalla finanziaria per il 2007, 250 milioni saranno ripartiti fra tutte le regioni allo scopo di aumentare l’offerta globale. 90 milioni sono invece destinati in particolare a 11 regioni che presentano un tasso di copertura inferiore alla media nazionale. La misura ha una chiara valenza perequativa e tende a colmare differenze che appaiono oggi incomprensibili o incredibili. "Per assicurare un futuro al nostro Paese è vitale combattere le sue grandi diseguaglianze", ha detto il ministro Rosy Bindi che ha voluto proporre anche qualche caso a mo’ di esempio di una tendenza generale. In Emilia Romagna - ha detto il ministro - ci sono 27 bambini su 100 che possono frequentare l’asilo nido. In Campania la percentuale è quasi irrelevante: 1,7 bambini su 100: "Siamo di fronte a due Paesi e siamo in grande ritardo rispetto all’obiettivo di Lisbona (33 bambini su 100 all’asilo nido)". "Nei prossimi tre anni - ha spiegato il ministro - saranno creati 90.000 posti in più. Cominciamo però da subito a riequilibrare ed è per questo che i finanziamenti saranno più consistenti nelle regioni più arretrate. Le Regioni meridionali dovranno contribuire".
Nelle regioni che dovranno essere "aiutate" a crescere nel grado di copertura degli asili nido ci sono tutte le regioni del sud, più il Veneto, il Lazio e il Friuli. In particolare per quanto riguarda il sud, il ministro Bindi ha detto che 211 milioni dovranno venire direttamente dalle regioni del sud che nell’ambito del Quadro strategico nazionale si sono impegnate a destinare allo sviluppo delle strutture socio-sanitarie. Il ministro Bindi ha spiegato che le differenze tra il nord e il sud dell’Italia si devono colmare anche alla luce della riforma del Titolo quinto della Costituzione. Serve una nuova armonia tra lo stato centrale che eroga i fondi e le amministrazioni locali che poi devono decidere concretamente le destinazioni. In questo quadro lo stato è disposto a fare di più per il sud, ma chiede al tempo stesso alle regioni meridionali un nuovo impegno anche dal punto di vista del co-finanziamento delle politiche sociali. Oltre al piano straordinario sugli asili nido, il governo è pronto a lanciare anche il progetto delle sezioni primavera, ovvero quelle dedicate ai bambini e alle bambine tra i due e i tre anni.
Fonte: Redattore sociale, 02/08/2007
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