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  Primi passi per l’Alleanza europea per le famiglie
Misure per migliorare il rapporto famiglia e lavoro (31/05/2007)

Primi passi per l’Alleanza europea per le famiglie. Il Consiglio dei ministri europei degli Affari sociali ha adottato una conclusione che ne getta le prime basi. L’alleanza dà seguito a varie iniziative politiche scaturite da Bruxelles per contrastare l’emergenza demografia (dovuta a calo della fertilità e invecchiamento della popolazione), come la comunicazione della Commissione del 10 maggio per "Promuovere la solidarietà tra le generazioni" e la decisione del Consiglio Europeo di marzo per costituire appunto un’alleanza che favorisca la procreazione nelle famiglie europee. Dettare una nuova strategia per la famiglia è stato uno dei cavalli di battaglia della corrente presidenza tedesca dell’Unione Europea, che terminerà a fine giugno.

I ministri riuniti ieri nel Consiglio Affari sociali hanno deciso di appoggiare da subito questo slancio, definendo i primi passi operativi. Innanzitutto verrà cercata una definizione precisa delle competenze nazionali nella strutturazione dell’alleanza. Allo stesso tempo i governi cercheranno di trovare gli strumenti migliori per favorire il trasferimento di conoscenze e buone pratiche da uno Stato all’altro. Come hanno dimostrato varie ricerche condotte in questi anni, vi sono ancora grandi disparità in Europa per quanto riguarda l’assistenza all’infanzia o agli anziani, e la possibilità di coniugare vita lavorativa e famigliare. Bruxelles riconosce infatti che quei Paesi che - soprattutto per le donne - meglio conciliano la professione con la possibilità di fare e crescere dei figli o di accudire gli anziani sono economicamente più competitivi e con un maggiore crescita. Pertanto, la strategia per la famiglia e la solidarietà intergenerazionale rientrano tra i vari mezzi per raggiungere gli obbiettivi di Lisbona, ovvero rendere l’economia europea la più competitiva al mondo entro il 2010.

I 27 ministri hanno poi chiesto misure per combattere gli stereotipi di genere e migliorare la conciliazione famiglia-lavoro.

Il prossimo passo sarà la riunione di un gruppo di alto livello in seno alle istituzioni comunitarie sulle questioni demografiche, previsto per giugno. Ci sarà anche il contributo della "Fondazione Europea di Dublino per il miglioramento delle condizioni di vita e lavoro", invitata dalla Commissione a fornire un carnet dei migliori esempi e politiche a sostegno della famiglia a livello locale e nei posti di lavoro.

Anche il Settimo Programma Quadro per la Ricerca destinerà fondi a studi sulla demografia e sulle questioni legate alla famiglia.

Il ministro per la Famiglia Rosy Bindi, presente a Bruxelles per la riunione coi suoi colleghi, ha confermato il sostegno della prima ora dato dall’Italia a queste iniziative, che nella penisola stanno trovando lentamente una via verso la concretizzazione. Questo tramite "politiche a favore dei giovani perché possano mettere su famiglia, politiche a favore delle famiglie con figli attraverso risorse economiche e reti di servizi anche per combattere la povertà minorile, e infine politiche a favore degli anziani non autosufficienti, per sollevare le famiglie da questo pressante lavoro di cura", come illustrato dal ministro.

"Per quanto riguarda gli asili nido, già in finanziaria ci sono degli stanziamenti significativi, sicuramente superiori a quelli degli anni precedenti - ha spiegato Bindi -. Abbiamo previsto un piano con le regioni, le imprese, le fondazioni bancarie che ci potrà apportare almeno un milione di euro, ovvero 90.000 posti in tre anni".

Fonte: Redattore sociale, 31/05/2007


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