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  "Violenza e mancato rispetto delle regole", l’Age chiede un cambio di rotta
L’Associazione italiana genitori: la scuola torni a essere comunità educativa (07/06/2007)

"Fa notizia la maestra che morde il bambino, e subito va ad affiancarsi all’altra che taglia la lingua dell’alunno con le forbici. Sono questi i segnali di una scuola da tempo sotto pressione, che genera episodi di apparente follia". A sostenerlo è l’Associazione italiana genitori (Age), che delinea la sua analisi della situazione. "È riduttivo parlare di "mele marce": dobbiamo interrogarci sulle cause - prosegue la nota -. La scuola vera è fatta di classi di 28 alunni, che nelle superiori vanno anche abbondantemente oltre la trentina, e di classi invece di appena 14 allievi, e a volte anche meno. È fatta di finanziamenti sempre più ridotti per la nomina dei supplenti, e di un carosello di docenti "tappabuchi", a discapito degli interventi di approfondimento e di consolidamento che si possono effettuare grazie alle ore di compresenza. La scure della riduzione degli organici e quella dei tagli ai finanziamenti si sono abbattute in modo indiscriminato su chi era già in difficoltà e su chi in fondo se la cavava. C’è da meravigliarsi se episodicamente qualcuno dà i numeri?

C’è necessità di nuove risorse per la scuola, e del coraggio di distribuirle equamente. Gli insegnanti hanno bisogno e diritto di essere supportati nelle situazioni difficili, che purtroppo sono sempre più frequenti. C’è bisogno di una formazione psico-pedagogica generalizzata e c’è bisogno di valutazione, una valutazione seria che premi i migliori e indichi altri sbocchi professionali a chi dietro una cattedra non ci può più stare. Insegnanti esauriti, dicevano un tempo: adesso si parla di burn-out e i convegni e le pubblicazioni specialistiche in materia si moltiplicano. Cosa aspettiamo a prenderne atto? E, sull’altro versante, occorre una formazione capillare e mirata dei genitori, per sottrarre le giovani generazioni ai modelli di violenza e di disumanizzazione che la società propone, e ancorarle, finché si è in tempo, a valori un po’ vecchiotti ma tanto necessari come il rispetto delle regole, la solidarietà, il rispetto dell’altro. Il dibattito aperto sugli organi collegiali, la proposta di stesura nelle scuole di "patti di corresponsabilità fra scuola e genitori", gli osservatori regionali sul bullismo sono tutte occasioni per rilanciare l’idea di una comunità educativa, in cui tutti concorrono all’educazione dei giovani, collaborando e cooperando insieme, superando l’eventuale sospetto verso la diversità dei ruoli. È giunto il momento di investire con forza (anche economicamente) nella formazione di genitori e insegnanti. L’associazionismo, quale risorsa di cittadinanza e di responsabilità già presente nella scuola, può dare una mano".

Fonte: Redattore sociale, 07/06/2007


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