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  "L’adozione non ha prezzo", le associazioni familiari lanciano la campagna
Partita la raccolta firme per chiedere la gratuita dell’adozione internazionale (11/10/2007)

"La nostra è una proposta realistica per questa Finanziaria 2008. Un modo per arrivare a rendere gratuita l’adozione internazionale, l’unico diritto del minore, quello alla famiglia, per il quale occorre ancora trovare non solo una famiglia, ma una famiglia che paghi. La proposta di emendamento che abbiamo avanzato è realistica, non una chimera, qualcosa che già oggi potrebbe essere realizzato con costi compatibili per le finanze dello stato". Marco Griffini, presidente di AiBi (Amici dei Bambini), annuncia così l’avvio della campagna "L’adozione non ha prezzo" per la gratuità dell’adozione internazionale, promossa insieme a una ventina tra enti autorizzati e associazioni familiari. Sul sito internet dell’AiBi è stata appositamente creata una sezione dedicata ed è partita una raccolta firme a sostegno della campagna.

Le associazioni  propongono una modifica al testo legislativo n. 1817 sulla Finanziaria 2008, da sottoporre ai parlamentari dei diversi schieramenti politici. L’iniziativa intende aprire il dibattito su un diritto da garantire per tutte le coppie che si aprono all’accoglienza di un minore straniero ed è il primo passo di una campagna volta a veder riconosciuto per intero il diritto alla gratuità dell’adozione internazionale, a oggi penalizzata rispetto alla genitorialità biologica e a quella adottiva nazionale. Oggi la coppia che adotta uno o più minori all’estero si vede costretta, infatti, a pagare interamente tutti i costi procedurali, oltre alle spese di viaggio e permanenza all’estero, potendo godere solo di parziali contributi da parte dello Stato, legati in ogni caso al reddito familiare. La proposta avanzata dalle associazioni proponenti intende invece ampliare il sostegno attualmente concesso alle coppie passando dalla deducibilità del 50% dei costi sostenuti - quanto accade ora - alla totale detraibilità al 100% delle spese relativa alla procedura adottiva: in tal modo i costi sostenuti dalla coppia non verrebbero più scalati dal reddito complessivo ma dalle tasse da pagare. Resterebbero così deducibili al 50% le sole spese di viaggio e permanenza all’estero. "Riteniamo che l’inserimento da parte del governo delle nostre proposte nella Finanziaria 2008 possa costituire un effettivo riconoscimento del diritto di ogni minore a vivere in una famiglia - dice Cinzia Bernicchi di Crescere insieme, una delle associazioni proponenti -, al di là di tante generali affermazioni di principio, destinate a dissolversi nel nulla".

Fonte: Redattore sociale, 11/10/2007


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