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  Sull’emergenza casa intervengono Caritas Italiana e Comunità di Sant’Egidio
Il diritto alla casa deve tornare al centro della politica (11/10/2007)

La Caritas Italiana e la Comunità di Sant’Egidio, considerando con preoccupazione la situazione di molte famiglie in stato di povertà, ricordano che il diritto a un’abitazione decorosa è un diritto inviolabile di tutti, come efficacemente ha ricordato anche una recente sentenza della Corte di Cassazione. Il diritto alla casa deve tornare al centro della politica, come è stato al centro di una stagione, quella del dopoguerra, che ha visto il Paese reagire a situazioni di grande difficoltà anche con minori risorse delle attuali.

Per questo Caritas Italiana e Comunità di Sant’Egidio chiedono al governo la proroga degli sfratti, immediata, e immediati segnali di una nuova politica per la casa, disattesa da molte legislature. In attesa che i provvedimenti varati nella nuova legge Finanziaria possano, in tempi rapidi, avviare soluzioni più durature e stabili per iniziare a sciogliere la questione abitativa che è diventata un’autentica emergenza nazionale.

Stanno per concludersi gli effetti della Legge 8 febbraio 2007, n. 9 ("Interventi per la riduzione del disagio abitativo per particolari categorie sociali"), che ha previsto la deroga all’esecuzione degli sfratti per categorie particolarmente fragili della popolazione. Il 14 ottobre i beneficiari di tale concessione - si tratta di 2889 procedimenti bloccati in tutta Italia - sono nuovamente senza protezione giuridica e corrono il serio rischio di rimanere senza casa in città già alle prese con il fenomeno degli alloggi spontanei. Si tratta di nuclei familiari con reddito annuo lordo complessivo inferiore a 27.000 euro, che siano composti da o abbiano al loro interno persone con età superiore ai 65 anni, malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66%.

Non sono nel frattempo cambiati nel nostro Paese gli scenari del mercato immobiliare, soprattutto nelle grandi città. Nell’arco di sette anni, il costo di un affitto è salito a Roma di quasi l’85%, a Milano di oltre il 50%, a Torino dell’80% (dati Nomisma, luglio 2007). Per affittare una piccola casa a dimensione-famiglia ci vogliono mediamente a Roma 1523 euro, a Milano 1252. Come è noto, il 50% dei pensionati italiani ha un reddito inferiore ai 1000 euro mensili: ne consegue l’oggettiva difficoltà, per non dire impossibilità, per costoro di reperire un alloggio sostenibile, ai prezzi del mercato. Gli sfratti per morosità da anni, per queste ragioni, sono in continuo aumento: solo a Roma coinvolge nell’ultimo anno 3496 famiglie.

Nello stesso tempo l’Italia resta in Europa il fanalino di coda nella graduatoria dei Paesi per interventi di edilizia residenziale pubblica, l’unica che non supera il 10% dell’intero patrimonio immobiliare. In effetti la produzione di alloggi a carico dello stato, che negli anni Ottanta era stata di circa 34.000 unità all’anno, si è andata progressivamente riducendo, tanto che nel 2004 le abitazioni di questo tipo ultimate in tutta Italia sono state solo 1900. Una abitazione pubblica su due risulta oggi edificata prima del 1981.
È ben noto e non accenna a migliorare il problema della difficile acquisizione di alloggi popolari da parte delle famiglie italiane, tanto che solo a Milano la soddisfazione della domanda è pari al 3,4%, un dato che è in linea con la media nazionale.
Situazioni di particolare criticità per gli sfratti in corso sono da individuare nelle aree urbane di Roma (1120 famiglie), di Napoli (789), di Milano (239), di Pisa (188), di Firenze (178).

Fonte: Vita, 11/10/2007


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