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  Sulla sussidiarità fiscale "si tenga conto dei carichi familiari"
La posizione del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari (17/07/2007)

"Su addizionali e tributi assegnanti alle Regioni, Province e Comuni si possono introdurre detrazioni, deduzioni e altri meccanismi diretti a considerare la capacità contributiva derivante dai carichi familiari": il Forum Nazionale delle Associazioni Familiari proporrà al governo di introdurre nella prossima legge Finanziaria questo semplice concetto, a costo zero per lo stato, che garantirebbe l’autonomia degli Enti locali per promuovere più ingenti politiche per le famiglie. È stato il seminario dal titolo "Famiglia, sussidiarietà fiscale e art. 53 della Costituzione" che si è svolto nei giorni scorsi ad Ancona presso la sede della Regione Marche, a produrre, dopo una serie di rilevanti interventi, la proposta di azione pratica per dare una svolta positiva alle politiche per le famiglie a livello locale. "Dopo aver letto il Dpef presentato dal governo a fine giugno - ha commentato Andrea Speciale, presidente della Consulta Regionale per la Famiglia che ha promosso l’evento - è aumentata la nostra preoccupazione, soprattutto analizzando il punto in cui viene annunciata l’unificazione delle detrazioni Irpef e assegni familiari".

La prima relazione è stata quella di Luca Antonini, docente di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Padova che ha fatto un preciso e puntuale excursus storico in merito alla legislazione italiana sulle politiche familiari a livello tributario, a partire dalla Riforma Tributaria del 1971 che prevedeva il cumulo dei redditi, situazione dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale e modificata nel 1977, quando viene introdotta la tassazione separata, "sistema attraverso il quale - ha precisato Antonini - veniva ristabilita l’uguaglianza da un lato e tolta da un altro, favorendo inoltre fenomeni di elusione". Arrivati sino alla recente Riforma Tremonti, il nocciolo della relazione ha messo in rilievo la perdurante anomala situazione dell’Italia, dove ad esempio vengono riconosciuti solo 3000 euro di detrazioni ai contribuenti (che in media ne spendono 9000) mentre in Germania ne vengono addirittura riconosciuti 15.000. "Anche dal punto di vista di spesa pubblica per la famiglia siamo molto indietro rispetto alla media europea - ha sottolineato Antonini - basterebbe una corretta interpretazione dell’art. 53 della Costituzione Italiana che prevede la capacità contributiva, e la piena attuazione del principio della sussidiarietà fiscale stabilita in seguito alle Modifiche del Capitolo V della Costituzione".

Numerose e interessanti le proposte di Pietro Chiarolla in merito agli interventi che potrebbero attuare le amministrazioni locali, non potendo incidere sulle addizionali imposte dallo Stato, per intervenire effettivamente sul riconoscimento dei carichi familiari: istituzione di una carta famiglia, come in Francia, che consenta l’accesso agevolato ad alcuni servizi (asili, scuole, ecc.); l’erogazione di contributi (già sperimentati a Recanati) per la contrazione agevolata di mutui per l’acquisto dell’abitazione principale; una maggiore azione integrata tra Istituti Autonomi e i Comuni per aumentare il numero degli alloggi popolari; la garanzia di una assistenza domiciliare agevolata al di sotto di un certo reddito; l’ erogazione gratuita o semi-gratuita di libri; un maggior coordinamento e meno dispersione di energie e ricchezze tra i vari enti e centri di imputazione di servizi, meno dispersione.

Fonte: Redattore sociale, 17/07/2007


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