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  Proprietari della casa che si costruisce
Il nuovo progetto di Coop Costruzioni (18/06/2007)

Dare la possibilità ai lavoratori più svantaggiati di accedere ad alloggi in autocostruzione e diventare, così, proprietari della casa che costruiscono. È il nuovo progetto lanciato da Coop Costruzioni pensato per i propri dipendenti, che partirà nel corso del 2007. Con una particolarità: le aree messe a disposizione per la costruzione delle case sono zone non utilizzate di proprietà della Cooperativa. "Lo studio dell’iniziativa - sottolineano da Coop Costruzioni - risponde a un bisogno sociale concreto, espresso soprattutto dai lavoratori stranieri e diventa possibile grazie a un quadro normativo in via di definizione". In Coop Costruzioni il 4% dei dipendenti sono stranieri (il 3% dei soci) e circa l’80% di loro aderirà al progetto di autocostruzione.

Più nel dettaglio, la cooperativa, oltre al terreno, mette a disposizione il supporto tecnico per la direzione lavori e l’assolvimento degli obblighi burocratici. I lavoratori, conclusa la costruzione materiale degli alloggi, ne diventano poi proprietari a condizioni economiche più vantaggiose rispetto al mercato privato.

"La pratica di costruire con la propria fatica fisica la casa in cui si andrà ad abitare - aggiunge Coop - è molto antica e affonda le sue radici nell’esigenza di soddisfare comunque un bisogno primario, indipendentemente dalla scarsità delle risorse economiche disponibili. L’impegno degli autocostruttori a prestare la propria opera manuale in cantiere per un numero prestabilito di ore, consente un forte contenimento dei costi di costruzione; ma le ore di attività, contabilizzate e monetizzate, rappresentano anche un valore economico che andrà ad aggiungersi a quello finale delle abitazioni. Il lavoro degli autocostruttori rappresenta dunque una sorta di capitale immobilizzato da ciascuno di loro".

Il progetto - anche se è ancora agli inizi - una volta "rodato" potrebbe diventare know-how anche per iniziative esterne alla Coop. "Va precisato che oggi l’autocostruzione - conclude la Cooperativa - non è un lavoro artigianale autogestito, un bricolage o una attività del tempo libero. È una pratica edilizia con precise modalità e tecnologie costruttive, diretta e assistita da professionisti. Per questo il prodotto architettonico dell’autocostruzione non può essere collocato in una sorta di sottomercato rispetto a quello regolare dell’abitazione; presuppone infatti l’esistenza di conoscenze, professionalità, metodologie, modalità e certificazioni nel corso dell’intero processo edificatorio".

Fonte: Redattore sociale, 18/06/2007


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