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Nel Tribunale di Lamezia Terme (Cz) un Ufficio di mediazione familiare
Tutelare i figli delle coppie già separate e divorziate (23/01/2008)
È attivo da qualche settimana l’Ufficio di mediazione familiare all’interno del Palazzo di giustizia di Lamezia Terme (Cz). Il nuovo sportello è stato fortemente voluto dal giudice Giuseppe Spadaro, già magistrato al Tribunale dei minori di Catanzaro e attualmente presidente facente funzione del Tribunale lametino. L’obiettivo prioritario è quello di tutelare moralmente e materialmente i figli, soprattutto i minori, delle coppie già separate e anche divorziate: bambini e ragazzi spesso orfani di genitori vivi, figli che facilmente diventano le vittime indifese delle aspre battaglie tra coniugi ormai decisi a separare i propri destini. L’Ufficio di mediazione familiare è stato istituito in piena sinergia con l’amministrazione comunale e la diocesi; esso si avvale della consulenza di mediatori esperti che incontrano le coppie, preventivamente scelte dal Tribunale che non dovranno superare il numero di cento in due anni. Per ogni coppia sono stati programmati dodici incontri scaglionati nell’arco di tempo di sei mesi. Volutamente l’Ufficio è stato ubicato all’interno dello stesso Tribunale: ciò per evitare che le coppie vadano peregrinando per enti ed uffici diversi e dunque per non aumentare il disorientamento e il disagio. Quello della mediazione familiare nel Palazzo di giustizia è un progetto pilota unico nel nostro Paese che già sta ottenendo notevoli consensi da parte di molti operatori del settore di tutta Italia. Il messaggio che si è voluto lanciare con la mediazione è quello della cultura della distensione in una società e in un territorio lacerati da continui conflitti di ogni genere.
L’Ufficio servizi sociali del Comune di Lamezia ha promosso un corso per aspiranti operatori guidato da Giuseppe Ruggiero, psichiatra e psicoterapeuta dell’Istituto di Medicina e psicologia sistemica di Napoli: un percorso di studio che, una volta ultimato, garantirà sul territorio la presenza attiva della nuova figura del mediatore familiare, pronto a operare nelle diverse strutture a favore di coppie ormai divise, ma ancora unite dall’amore verso i figli. In un recente convegno, cui ha partecipato anche il giudice Spadaro, il professor Ruggiero ha ribadito che l’iniziativa del Tribunale lametino è uno strumento valido per comprendere la conflittualità imperante e favorire le intese in una società complessa come quella attuale. Il mediatore sta in mezzo: tra la coppia, gli avvocati e il tribunale, quindi deve saper parlare la lingua di ognuno per cercare di farli incontrare e di trovare dei punti d’accordo. Secondo l’esperto la mediazione deve tenere presente l’obiettivo fondamentale che è quello di mantenere e preservare al meglio i legami generazionali da parte dei genitori verso i figli; è necessario trasmettere quel patrimonio comune, di affetti e valori, creato col matrimonio perché i ragazzi abbiano dei punti di riferimento ben precisi per la loro crescita.
Fonte: Redattore sociale, 23/01/2008
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