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  Spagna, i non autosufficienti inclusi nella Ley de Dependencia
Garantiti accesso ai servizi sociali e contributi economici (14/01/2008)

La Legge spagnola di Promozione dell’autonomia personale e attenzione alle persone in situazione di non autosufficienza (Ley de Dependencia) include dal 2008 anche i "dipendenti gravi di secondo livello". Il Consiglio dei ministri spagnolo, su proposta del Ministro del Lavoro e Affari sociali Jesús Caldera, lo ha stabilito attraverso un Decreto legge che aggiorna anche i contributi per i "grandi dipendenti". La Ley de Dependencia, entrata in vigore un anno fa (1° gennaio 2007), ha stabilito un nuovo diritto di cittadinanza in Spagna: le persone anziane e quelle con disabilità che non sono autosufficenti, possono essere aiutate dal settore pubblico attraverso il "Sistema di dipendenza" che garantisce loro l’accesso ai servizi sociali e anche contributi economici. In totale il nuovo finanziamento statale approvato per la legge per il 2008 sarà di 871 milioni di euro, il 118% in più del 2007. Nel 2007, primo anno d’applicazione della legge, tutte le persone valutate come "dipendenti gravi" ne erano beneficiarie; da adesso questo diritto si estende anche ai "dipendenti gravi di secondo livello".

I servizi di cui potranno usufruire questi cittadini sono: la tele-assistenza, l’aiuto a domicilio, l’ingresso ad un centro diurno o notturno, la promozione dell’autonomia personale, un posto in un centro d’accoglienza. In concreto, in caso non esista offerta del servizio a livello pubblico, i "dipendenti gravi" potranno ricevere un contributo fino a 328 euro mensili se seguiti in ambito familiare o fino a 450 euro al mese per usufruire di un servizio privato. Il beneficiario può infatti optare per essere seguito in famiglia e il familiare che se ne occupa riceverà un compenso economico per il servizio. Per quanto riguarda i "grandi dipendenti" il contributo economico arriva fino a 506 euro al mese in caso di assistenza familiare e oscilla fra 608 e 811 euro mensili (a seconda del grado di non autosufficienza) per l’accesso al mercato privato, anche a copertura di spese per la contrattazione di un’assistente che aiuti l’accesso a lavoro ed educazione e agevoli la maggiore autonomia nell’esercizio delle attività di base della vita quotidiana.

Tutti i cittadini in questione devono fare richiesta alla propria Comunità Autonoma (corrispondente alla regione italiana) perché venga valutato il livello di non autosufficienza. Il Consiglio dei ministri ha anche attualizzato il "livello minimo" di protezione per le persone (sia i grandi dipendenti che quelli gravi). Il livello minimo rappresenta il finanziamento che il governo gira alle Comunità Autonome. Per il 2008 il contributo economico oscillerà fra 100 e 255 euro mensili (per cittadino non autosufficiente) che giungeranno nelle casse di ogni Comunità Autonoma. Proprio nella relazione Comunità Autonome-stato nei mesi scorsi non sono mancate polemiche e difficoltà, ad esempio con ritardi nei procedimenti di valutazione dello status di non autosufficienza. A novembre il sindacato Comisiones Obreras chiese un accordo globale per lo sviluppo della Ley de Dependencia per evitare una "disparità normativa" fra le Comunità Autonome che "non garantisce lo stesso livello di qualità di prestazioni ai cittadini".

Fonte: Redattore sociale, 14/01/2008


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