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Parma, per gli studenti stranieri disabili semplificato l’accesso all’università
Convenzione tra l’Ateneo e l’Azienda USL (29/01/2008)
Diritto allo studio garantito per gli studenti universitari in difficoltà. È l’obiettivo della convenzione firmata a Parma tra Università e Azienda USL, che definisce un procedimento ad hoc per la certificazione di invalidità degli studenti stranieri. L’accordo, infatti, prevede un particolare iter amministrativo, semplificato, per il riconoscimento della disabilità, con il solo scopo di garantire il diritto allo studio universitario. Potranno usufruire della convenzione gli studenti stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno per motivi di studio. È accaduto spesso, infatti, che studenti stranieri disabili non fossero in possesso di alcuna certificazione rilasciata nei loro Paesi di origine: grazie alla nuova convenzione, la burocrazia dovrebbe invece semplificarsi; d’ora in avanti sarà possibile accelerare i tempi necessari al riconoscimento della disabilità, permettendo così ai ragazzi che ne hanno diritto di iscriversi regolarmente ai corsi di laurea dell’Ateneo parmense. Qualche numero: attualmente sono quasi 800 gli studenti e studentesse con disabilità che si sono rivolti al servizio sostegno fasce deboli dell’Università.
"La firma di questa convenzione con l’AUSL - ha sottolineato il rettore dell’Università di Parma, Gino Ferretti - è un altro segno dell’attenzione e dell’apertura dell’Ateneo nei confronti degli studenti con disabilità. In questi anni infatti, da parte dell’amministrazione, sono stati compiuti molti passi perché anche le persone che vivono situazioni di difficoltà possano vedere riconosciuto il loro diritto allo studio". "Con la decisione 1983 del 2006 - aggiunge Emilia Caronna, delegata del rettore alle Iniziative per studenti disabili e fasce deboli - il Parlamento Europeo ha dichiarato il 2008 Anno del dialogo tra le culture. Fra gli obiettivi c’è quello di sensibilizzare i cittadini e tutti coloro che vivono nell’Unione Europea sull’importanza di sviluppare una cittadinanza attiva e aperta sul resto del mondo, rispettosa della diversità culturale e basata su valori comuni, oltre a rafforzare il ruolo dell’istruzione come mezzo per insegnare le diversità. Accogliendo questa decisione, appare chiaro che quella di oggi non è solo una semplice firma, ma la risposta di due istituzioni alla realtà studenti/extracomunitari/disabili".
Fonte: Redattore sociale, 29/01/2008
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