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LA STRUTTURA DEL PAESAGGIO

Nel paesaggio della Provincia di Torino la variabilità della componenti morfogenetiche (geologiche, idrografiche), grazie alla diversa strutturazione e interrelazione spaziale di crinali, impluvi, linee di fondovalle, orli di terrazzo, ha determinato nei millenni una serie di mutamenti climatico- biologici, concorrenti alla formazione e alla distinzione di macrosistemi morfologici-paesistici.

Tali macrosistemi possono essere riassunti nelle seguenti categorie:


Sistemi vallivi e ad anfiteatro morenico. Situati prevalentemente a nord-ovest del territorio provinciale, disposti con asse longitudinale radiale rispetto al sistema di pianura di fondovalle, sono caratterizzati da versanti a forte acclività. Costituiscono un fronte compatto con sviluppo lineare di circa 120 km.

Sistemi collinari e ad altopiani. Geograficamente contrapposti ai primi, caratterizzati da una composizione morfogenetica dolce costituita da medie acclività, costituiscono un secondo fronte assai marcato di delimitazione e di interclusione del sistema di pianura fluviale.

Sistema di pianura fluviale. Intercluso tra i primi due, leggermente degradante verso est, è caratterizzato da ampiezza variabile tra i 10 km a ovest fino ai 30 km ad est.

Su tali macrosistemi si è da sempre attuato l'utilizzo antropico del territorio con forme diverse. La presenza o meno di tale azione ha prodotto una differenza sostanziale sulla composizione e strutturazione paesaggistica specifica. Infatti dove essa non si è verificata sono ancora rinvenibili paesaggi naturali; al contrario negli altri casi possiamo parlare di paesaggi seminaturali (o colturali) e di paesaggi antropici.
Queste tre macro categorie di Paesaggi, paesaggi naturali, paesaggi seminaturali o agrari, paesaggi antropici, si distinguono tra loro per compresenza di regole formative e interrelazione reciproche appartenenti oltre che al sistema naturale, in modo crescente al sistema antropico, fino ad arrivare alla città, ovvero il paesaggio costruito unicamente su regole architettonico urbanistiche.

Paesaggi naturali possiamo pertanto annoverare quei paesaggi in cui l'azione antropica è stata di massima assente per impossibilità tecnica o per inacessibilità o per pericolosità dei luoghi, con regole formative solo naturali; essi sono riconducibili alle seguenti categorie tipologiche:

  • paesaggi alpini in quota
  • paesaggi degli orridi
  • paesaggi dei chiappili
  • corridoi ripari-fluviali

La maggioranza tipologica di paesaggi è però dovuta all'intervento antropico che da sempre ha modificato e organizzato alcune componenti dei macrosistemi morfologici-paesistici (soprattutto quella biologica-vegetazionale e quella idrografica) al fine dell'uso agricolo.
In taluni casi l'azione è stata talmente sostanziale da modificare - in modo positivo - la pedologia dei terreni o la loro morfologia (terrazzamenti, colmate). Tali modificazioni indotte su sistemi morfologico-paesistici diversi sono responsabili della grande varietà di paesaggi agrari presenti. Tali paesaggi occupano allo stato attuale la maggior parte del territorio della provincia di Torino.

Essi sono riconducibili alle seguenti categorie tipologiche:

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paesaggi dei seminativi irrigui a rotazione

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paesaggi a mosaico dell'arboricoltura da legno

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paesaggi a campi chiusi

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paesaggi della centuriazione

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paesaggi delle conoidi(giardini mediterranei)

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paesaggi dei vigneti e dei frutteti

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paesaggi dei prati stabili

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paesaggi dei prati cacuminali(alpeggi)

 

Ciascuna di tali tipologie di paesaggio agrario è ed era, soprattutto in passato, caratterizzata da regole di organizzazione formative specifiche, più o meno evidenti, che ne hanno determinato la strutturazione percettiva, alle quali non si sono sottraevano neanche gli insediamenti rurali antropici - quando presenti - formatisi, organizzatisi ed evolutisi in modo pragmatico per lo sfruttamento agricolo massimo.

Tali insediamenti sono stati costruiti e pensati spontaneamente (darvinismo architettonico) seguendo regole pratiche che però hanno condotto ad una strutturazione insediativa unificante, ricca di elementi ripetitivi caratterizzanti, che formano regole complessive qualiquantitative e strutturali , interrelate tra loro e riassumibili sinteticamente in regole insediative e compositive, ovverosia:

  • Rapporto con la strada (disposizione parallela, perpendicolare etc.) e con il paesaggio circostante (posizionamento rispetto agli elementi che determinano la strutturazione morfologica-percettiva di quel paesaggio e il suo ambito spaziale)
  • Orientamenti (tipi di esposizione)
  • Giaciture (posizioni di attestamento morfologiche)
  • Uso dei materiali locali
  • Assetto planivolumetrico (varianza di forme semplici o articolate)
  • Composizione di facciata (allineamenti, aperture, rapporto tra pieni e vuoti)

Altre regole, di identico effetto strutturale, si possono ancora ravvisare nei paesaggi antropici costituiti dalle città. Sono regole di urbanistica qualiquantitativa, prevalentemente basate su pochi parametri efficaci prevalentemente riconducibili a:

  • la prevalenza dei pieni sui vuoti
  • la grandezza della maglia urbana
  • l'altezza dei fronti e dei colmi
  • il rispetto degli allineamenti,verticali e orizzontali che permettono la costruzione di modelli di straordinaria unitarietà

La percezione complessiva di tali macrosistemi morfologici-paesistici restituiva in passato un'immagine strutturata, in cui ogni singola variazione tipologica paesaggistica era coerentemente legata all'applicazione molto evidente di regole ripetitive distinte e riconoscibili, che attualmente non avviene più. La ricerca dei motivi che hanno portato a questa trasformazione, che definiremmo col termine perdita di figurabilità , è l'oggetto dei successivi paragrafi.
Infine esempio di strutturazione paesistica eccezionale, definibile in base alla compresenza di regole formative contemporaneamente riferibili sia ai paesaggi agrari che a quelli urbani, è quello delle residenze sabaude settecentesche (il Castello di Rivoli, la Basilica di Superga, Palazzo Reale, la Palazzina di Caccia di Stupinigi, la Venaria Reale) pensati e costruiti su allineamenti urbani ma con contesti di riferimento rurali rispetto alle singole opere.

 

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Ultimo aggiornamento: 16/02/2011