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I PROTAGONISTI: i ragazzi, gli insegnanti,
i genitori |
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La battaglia per la
sicurezza non si affronta da soli.
I bambini e i ragazzi devono ricevere unadeguata istruzione,
è vero, ma non è come imparare la
geografia o la storia.
Accanto alle informazioni sui segnali e le regole del traffico bisogna
assumere degli atteggiamenti
maturi e prudenti: ragazzi, insegnanti e genitori, tutti insieme.
Non è forse vero che molti adulti al volante
non forniscono precisamente un buon esempio da seguire? E quanti adulti
possono dimostrare una conoscenza approfondita delle regole e dei
pericoli della strada? |
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Quanti capiscono le
reazioni dei bambini in mezzo a veicoli, segnali, strade, tutti smisuratamente
gradi per il loro punto di vista?
Cè unaltra buona ragione per imparare
insieme: i bambini sono spesso passeggeri
sulle nostre auto e, quando non vengono applicate le opportune cautele,
corrono dei pericoli elevati. Forse è il caso di insegnare
a loro la sicurezza stradale anche perché
ci aiutino nel controllo dei nostri
comportamenti, spesso pericolosi.
A volte è più facile acconsentire a una richiesta dei
nostri figli, che a unimposizione del Codice. Finché
sono immuni dalla fretta e dallo stress che condizionano gli adulti,
bambini e ragazzi sono facilmente utenti della strada più saggi
di noi.
Cè poi una difficoltà di comprensione reciproca.
Quanti adulti capiscono le reazioni dei bambini in mezzo a veicoli,
segnali, strade, tutti smisuratamente gradi per il loro punto di vista?
Ecco un elenco esemplificativo di aspetti psicologici e percettivi
che richiedono conoscenza e approfondimento.
E tratto dal sito di STRADAMICA, associazione per la sicurezza
degli utenti deboli della strada.
http://space.tin.it/scuola/ffrera/bambini.html
COME
REAGISCONO I BAMBINI (scheda
di approfondimendo).
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