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VAL PELLICE

NOTE TECNICHE

Partenza: Villanova 1223 m.
Arrivo: Colle della Croce 2298 m.
Dislivello: 1100 m.
Tempo di salita: 3.30 ore.
Difficoltà: E.
Periodo consigliato: da maggio a ottobre.
Punti d'appoggio: trattoria Villanova (posto tappa Gta, tel. 0121 91897); rifugio W. Jervis al Prà (tel. 0121 932755);
Ciabot del Prà (tel. 0121 953477).
Cartografia 1:25.000: Igc n. 106 Monviso, Sampeyre, Bobbio Pellice; Ign-AsF n. 9.

DA VILLANOVA ALLA CONCA DEL PRÀ E AL COLLE DELLA CROCE

Il Colle della Croce è uno storico valico che mette in comunicazione l'alta Val Pellice con il Queyras. Fino alla scenografica conca del Prà l'itinerario si snoda su quanto resta dell'antica via selciata, in parte cancellata dalla pista agrosilvopastorale; quindi una bella mulattiera risale con ampi scorci panoramici fino al colle, da cui appaiono le montagne del Queyras.

Accesso

Si percorre l'autostrada per Orbassano-Pinerolo (fino al 2004 termina non lontano da Airasca, da cui si segue la statale) e si continua sulla circonvallazione di Pinerolo: su questa si imbocca a sinistra il ramo per la Val Pellice, che si percorre tutta, toccando Luserna San Giovanni, Torre Pellice, Villar, Bobbio. Qui la strada si restringe e sale con qualche tornante a Villanova; si parcheggia lungo il primo tratto della strada sterrata per il Prà.

Itinerario
A Villanova (1223 m) si passa fra le case della piccola borgata e si continua in piano e poi in lieve salita tra i prati, fin sotto le baite Brunel; qui si lascia a destra il sentiero per i colli Malaura e Boucie (cartello 121-1) e si attraversa il rio Crosenna. La bella via selciata sale con alcuni tornanti, taglia in diagonale alta sul torrente e con altre svolte giunge a Mirabouc (1430 m), dove sorgeva un'antica fortificazione cancellata dalla strada (cartello 115-2).
Ora bisogna seguire per oltre 1 km la pista, passando ai piedi della bella cascata del Pis.

Attraversato un altro rio, si individua sulla destra la vecchia mulattiera che taglia un paio di tornanti dello sterrato, poi si continua su di esso fino a un tornante a destra: procedendo diritto si ritrova il sentiero che sale in diagonale dominando il torrente ed esce sulla pista. Un ultimo breve tratto di sterrato, poi lo si lascia (cartello 115-3) per salire a destra sulla mulattiera: per un tratto procede parallela alla strada, poi si alza a tornanti fino al Colle della Maddalena. Dalla sella appare la vasta conca del Prà, con in primo piano il vicino rifugio Jervis e i Ciabot del Prà (1732 m, 1.45 ore), mentre altri nuclei di alpeggi sono più lontani, tra i vasti pascoli.
Presso i Ciabot del Prà si evita la strada per prendere a destra (cartello 116-1) il sentiero che sale tra le baite (fontana) e prosegue in piano tra le tracce di bestiame verso sudovest; attraversato un rio, si ritrova il tracciato della mulattiera che comincia a guadagnare quota verso ovest, con innumerevoli tornanti nel bosco. Dopo un breve traverso in costa verso sud, la via selciata riprende a salire a svolte, con pendenza costante che allevia la fatica, fino a raggiungere La Coccia (2180 m), una sella tagliata nella roccia da cui si apre un vasto panorama su Conca del Prà, Granero, Monviso.
Con moderata pendenza la via sale ora in diagonale tra i pascoli, e con poche svolte esce al Colle della Croce (2298 m, 1.45 ore; cartello 115-4): si notino l'antico cippo di confine e i ruderi della casermetta dei doganieri.
Conviene proseguire per un tratto sul versante francese, per ammirare meglio il panorama sul Queyras: lasciando a sinistra il ramo per L'Echalp, si raggiungono subito i ruderi del refuge Napoleon, oltre i quali il sentiero scende a La Monta.
Il ritorno è sul percorso di salita (3 ore).

 

Ultimo aggiornamento: 01/09/2011