LEGISLAZIONE/CITTADINANZA

indice

INTRODUZIONE

Acquisto della cittadinanza

PER NASCITA
RICONOSCIMENTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA PER NASCITA
PER RICONOSCIMENTO O DICHIARAZIONE GIUDIZIALE DELLA FILIAZIONE
PER ADOZIONE
PER DISCENDENZA
PER ACQUISTO O RIACQUISTO DA PARTE DEL GENITORE
PER MATRIMONIO
PER NASCITA E RESIDENZA IN ITALIA
PER NATURALIZZAZIONE

Perdita della cittadinanza

PER RINUNCIA
PER REVOCA
PER ACQUISTO VOLONTARIO DI CITTADINANZA STRANIERA E TRASFERIMENTO DELLA RESIDENZA ALL'ESTERO

RIACQUISTO

PROCEDURE

TUTELA GIURISDIZIONALE

CITTADINANZA E OBBLIGHI DI LEVA

UFFICI COMPETENTI

RIFERIMENTI NORMATIVI

BIBLIOGRAFIA

 

 Introduzione
La legge n. 91 del 5.2.1992 (che ha sostituito la vecchia legge n. 555 del 13.6.1912) prevede diversi casi di acquisto della cittadinanza, alcuni automatici al verificarsi di certe condizioni e/o subordinati alla semplice dichiarazione di volontà dell'interessato (per nascita, per riconoscimento o dichiarazione giudiziale della filiazione, per adozione, per discendenza, per acquisto o riacquisto da parte del genitore, per nascita e residenza in Italia), altri subordinati al verificarsi di determinate condizioni, alla dichiarazione di volontà e ad una decisione dell'Autorità ( per matrimonio, per naturalizzazione, quest'ultimo legato al periodo di residenza in Italia).
Sono poi previsti alcuni casi di perdita (per rinuncia, per revoca e, in casi particolari, a seguito dell'acquisto volontario di cittadinanza straniera) e di riacquisto della cittadinanza italiana. La perdita della cittadinanza italiana fa anche cessare l'obbligo di prestare il servizio militare.
Per i diversi casi di acquisto, di perdita o di riacquisto, sono previste diverse procedure, con diversi uffici competenti.

 Acquisto per nascita.
E' considerato cittadino italiano il figlio di padre o madre cittadini italiani (art. 1 L. 91/92). E' dunque cittadino italiano anche il figlio nato all'estero di un cittadino italiano. In tal caso il riconoscimento della cittadinanza italiana consegue alla trascrizione dell'atto di nascita (l'atto di nascita è redatto, all'estero, dall'autorità consolare italiana del luogo dove la nascita è avvenuta o, se manca l'autorità consolare o se la legge del posto lo impone, dalle autorità locali competenti e trasmesso a cura del dichiarante all'autorità consolare competente).
L'acquisto automatico per nascita nel territorio italiano da genitori non cittadini italiani è previsto solo in due casi particolari: a) se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi; b) se il figlio non ha la stessa cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono (l'acquisto della cittadinanza italiana è quindi escluso se la legge dello Stato di cittadinanza dei genitori prevede l'acquisto automatico della cittadinanza da parte del figlio, o lo subordina a semplici adempimenti burocratici o ad una dichiarazione di volontà da parte dei genitori o dei legali rappresentanti del minore).
E' inoltre cittadino italiano il figlio di ignoti ritrovato sul territorio italiano se non è provato il possesso di altra cittadinanza.

 

 Il riconoscimento della cittadinanza italiana per nascita

Il possesso della cittadinanza italiana per nascita si trasmette di genitore in figlio, indipendentemente dal luogo di nascita e dal possesso della cittadinanza di un Paese straniero acquistata per nascita nel Paese straniero (infatti, in molti Paesi, quali quelli dell'America Latina, la cittadinanza si acquista per il solo fatto di essere nati nel Paese). Anche il discendente, nato all'estero, di un cittadino italiano trasferitosi a suo tempo all'estero è dunque cittadino italiano per nascita da cittadino italiano (pur essendo al contempo cittadino del Paese estero, per nascita in tale Paese), purchè né lui, né i suoi ascendenti, né l'avo italiano, abbiano mai dichiarato di voler rinunciare alla cittadinanza italiana (anche i discendenti diretti dell'avo italiano nati all'estero erano infatti cittadini italiani - pur essendone, in molti casi, inconsapevoli - ed avrebbero potuto rinunciare alla cittadinanza italiana). In tal caso, chi voglia far riconoscere il proprio status di cittadino italiano deve presentare una domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana presso le autorità diplomatiche italiane nel Paese di residenza, ovvero, se residente in Italia, all'anagrafe del Comune di residenza. All'istanza deve allegare, tra l'altro, l'atto di nascita di tutti i propri ascendenti cittadini italiani, fino all'avo che si era trasferito all'estero, gli atti di matrimonio degli avi, ed i certificati attestanti che né l'avo cittadino italiano, né i discendenti, né il richiedente hanno rinunciato alla cittadinanza italiana (tali certificati devono essere rilasciati dalle autorità diplomatiche italiane competenti di tutti i Paesi in cui le persone cui si riferiscono hanno risieduto). A chi ha presentato domanda di riconoscimento in Italia può essere rilasciato dalla Questura un permesso di soggiorno per attesa riconoscimento cittadinanza italiana.
Non è al contrario considerato cittadino italiano il figlio (o il discendente) di una cittadina italiana e di un cittadino straniero, se nato prima del 1 gennaio 1948 (prima dell'entrata in vigore della Costituzione italiana, infatti, il figlio acquistava di norma la cittadinanza del padre straniero. La cittadina italiana che si sposava con un cittadino straniero, inoltre, perdeva la cittadinanza italiana, e non poteva dunque in ogni caso trasmetterla ai figli nati da tale unione).
Se il genitore o l'ascendente cittadino italiano ha successivamente perduto la cittadinanza italiana, è necessario che ricorrano determinate condizioni.

 

 Acquisto per riconoscimento o dichiarazione giudiziale della filiazione.
Bisogna distinguere due ipotesi (previste dall'art. 2 L. 91/92), a seconda che il figlio del cittadino italiano sia minore o maggiore di età:
a) se è minorenne, l'acquisto della cittadinanza italiana è automatico, e retroagisce al momento della nascita; b) se è maggiorenne, conserva la propria cittadinanza, ma può, entro un anno dal riconoscimento, dalla dichiarazione giudiziale o dalla dichiarazione di efficacia del provvedimento straniero, dichiarare di eleggere la cittadinanza italiana (vedi la procedura).
Queste disposizioni si applicano anche al figlio per il quale la paternità o maternità non può essere dichiarata, purché sia stato riconosciuto giudizialmente il diritto al mantenimento o agli alimenti.

 

 Acquisto per adozione.
Il minore straniero adottato da cittadino italiano acquista la cittadinanza di diritto (art. 3 L. 91/92), con l'emissione del decreto di adozione, e la conserva anche in caso di revoca dell'adozione non per fatto dell'adottato, salvo il caso di doppia cittadinanza (perde invece la cittadinanza se vi è revoca dell'adozione per fatto dell'adottato).
Se invece l'adottato è maggiorenne, l'acquisto della cittadinanza è possibile solo su domanda dell'interessato, dopo 5 anni di residenza legale in Italia, e in base ad una valutazione discrezionale dell'Amministrazione (art. 9 L. 91/92).

 

 Acquisto per discendenza
Ai sensi dell'art. 4 L. 91/92, lo straniero (o l'apolide) del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado siano stati cittadini per nascita, ed abbiano successivamente perso la cittadinanza italiana (a differenza dunque del caso in cui né l'avo cittadino italiano né i suoi discendenti in linea retta hanno perso la cittadinanza), acquista la cittadinanza italiana solo se ricorre una delle seguenti condizioni: a) se presta effettivo servizio militare per lo Stato italiano e dichiara preventivamente di voler acquistare la cittadinanza italiana (l'acquisto decorre dal giorno successivo a quello del congedo; si considera "effettivo servizio militare" solo il servizio interamente prestato, anche all'estero, nelle Forze Armate o svolgendo un servizio equiparato); b) se assume pubblico impiego alle dipendenze dello Stato italiano, anche all'estero, e dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana; c) se, al raggiungimento della maggiore età, è residente legalmente da almeno due anni in Italia e dichiara, entro il compimento del diciannovesimo anno, di voler acquistare la cittadinanza italiana (la residenza legale senza interruzioni deve inoltre permanere dal compimento della maggiore età alla data della dichiarazione di acquisto).
In assenza di tali requisiti, l'acquisto della cittadinanza è possibile solo a seguito di naturalizzazione. (vedi la procedura)

 

 Acquisto da parte del minore per acquisto o riacquisto della cittadinanza italiana da parte del genitore.
Il figlio minore di chi acquista o riacquista la cittadinanza italiana acquista la cittadinanza purché conviva in modo stabile ed effettivo con esso alla data dell'acquisto o del riacquisto (art. 14 L. 91/92). Al compimento del diciottesimo anno, se in possesso di altra cittadinanza, può rinunciare a quella italiana.

 

 Acquisto per matrimonio.
Il coniuge straniero o apolide di cittadino italiano può acquistare la cittadinanza italiana dopo sei mesi di residenza legale in Italia oppure, se residente all'estero, dopo tre anni dalla data del matrimonio, se non vi è stato scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio e se non sussiste separazione legale (art. 5 L. 91/92).
L'acquisto della cittadinanza per matrimonio è precluso se: a) l'interessato è stato condannato per un delitto contro la personalità interna ed internazionale dello Stato o contro i diritti politici del cittadino; b) l'interessato è stato condannato per un delitto non colposo per il quale la legge preveda una pena non inferiore nel massimo a tre anni di reclusione, indipendentemente dalla pena comminata in concreto; c) l'interessato è stato condannato da un'autorità giudiziaria straniera, per un delitto non politico, ad una detentiva superiore ad un anno, sempre che la sentenza sia stata riconosciuta in Italia (il riconoscimento è richiesto dal procuratore generale del distretto dove ha sede l'ufficio dello stato civile in cui è iscritto o trascritto il matrimonio); d) sussistono comprovati motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica.
La riabilitazione penale fa comunque cessare gli effetti preclusivi della condanna.
(vedi la procedura).

 

 Acquisto per nascita e residenza in Italia.
Ai sensi dell'art. 4, comma 2, L. 91/92, lo straniero nato e residente legalmente in Italia senza interruzioni fino ai diciotto anni, diviene cittadino se, entro il compimento del diciannovesimo anno, dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana (vedi la procedura).

 

 Acquisto per naturalizzazione.
E' previsto dall'art. 9 della L. 91/92. La concessione della cittadinanza per naturalizzazione è un atto discrezionale dell'autorità governativa, che esprime una sorta di "giudizio di gradimento" dello Stato italiano nei confronti dello straniero. Tale giudizio è basato su una valutazione del grado di inserimento del richiedente nella società italiana, della sua personalità (pericolosità sociale, precedenti penali, ..) e della sua autosufficienza economica.
La regola generale è che lo straniero può chiedere la cittadinanza per naturalizzazione dopo 10 anni di residenza legale in Italia, ridotti a 5 per coloro i quali hanno lo status di apolide o di rifugiato e a 4 per i cittadini di Paesi della Comunità europea (per residenza legale si intende l'effettiva ed abituale dimora in Italia, comprovata dall'iscrizione nell'anagrafe della popolazione residente di un Comune, nel rispetto delle norme in materia di soggiorno degli stranieri).
La cittadinanza per naturalizzazione può inoltre essere concessa nei seguenti casi:
a) se un genitore o un ascendente in linea retta di secondo grado dello straniero, legalmente residente in Italia da almeno 3 anni, sono stati cittadini italiani per nascita (anche in assenza dei requisiti richiesti per l'acquisto per discendenza);
b) se lo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano risiede legalmente in Italia da almeno 5 anni successivamente all'adozione;
c) se lo straniero ha prestato servizio, anche all'estero, per almeno 5 anni alle dipendenze dello Stato;
d) se lo straniero, affiliato da un cittadino italiano prima del 1.6.1983, risiede legalmente in Italia da almeno 7 anni;
e) se lo straniero ha reso eminenti servizi all'Italia o se vi è un eccezionale interesse dello Stato.
( vedi la procedura).

 

 Perdita della cittadinanza per rinuncia
La legge prevede che possa rinunciare alla cittadinanza italiana:
a) il cittadino italiano che possiede anche la cittadinanza di un altro Paese e risiede o stabilisce la residenza all'estero (art. 11 L. 91/92), sempre che presenti all'autorità diplomatica o consolare italiana nel Paese di residenza una dichiarazione di rinuncia alla cittadinanza italiana (la perdita della cittadinanza italiana non consegue dunque automaticamente all'acquisto volontario di una cittadinanza straniera e al trasferimento della residenza all'estero, salvo il caso di perdita automatica della cittadinanza in forza di accordi internazionali);
b) chi aveva acquistato la cittadinanza italiana a seguito dell'acquisto della cittadinanza italiana da parte del genitore, al compimento del diciottesimo anno e sempre che sia in possesso di altra cittadinanza e dichiari espressamente (con dichiarazione resa all'Ufficiale di stato civile o al console) di voler rinunciare alla cittadinanza italiana (art. 14 L. 91/92).

 

 Perdita della cittadinanza per revoca
In alcuni casi la cittadinanza italiana può anche essere revocata:
a) se la cittadinanza era stata acquistata a seguito di adozione, per revoca dell'adozione per fatto dell'adottato minorenne, sempre che l'adottato sia in possesso di altra cittadinanza o possa riacquistarla (art. 3 L. 91/92). Se la revoca avviene dopo il compimento dei 18 anni da parte dell'adottato, quest'ultimo mantiene la cittadinanza italiana, ma può rinunciarvi entro un anno dalla revoca;
b) se il cittadino ha svolto attività in contrasto con i doveri di fedeltà verso lo Stato (impiego pubblico o servizio militare presso uno Stato estero e non ottemperanza all'ordine del Governo italiano di abbandonare la carica, l'impiego o il servizio; svolgimento del servizio militare, accettazione di impiego o carica pubblica, acquisto volontario di cittadinanza di uno Stato estero in guerra con l'Italia). Tale ipotesi è prevista dall'art. 12 della L. 91/92.
La cittadinanza italiana non può mai essere revocata per motivi politici.

 

 Perdita della cittadinanza a seguito di acquisto volontario di cittadinanza straniera
L'acquisto volontario della cittadinanza di un Paese estero e il trasferimento in tale Paese della residenza non comporta, di norma, la perdita automatica della cittadinanza italiana, essendo a tal fine necessaria una dichiarazione di volontà.
Nel caso in cui si acquisti la cittadinanza di Austria, Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Norvegia, Germania o Svezia, e si trasferisca la residenza nel Paese del quale si è acquistata la cittadinanza, la perdita della cittadinanza italiana è invece automatica (ai sensi dell'art. 1 della Convenzione di Strasburgo del 6.5.1963).

 

 Riacquisto della cittadinanza italiana.
Chi ha perso la cittadinanza italiana, può riacquistarla a determinate condizioni (art. 13 L. 91/92):
a) se presta servizio militare per lo Stato italiano e dichiara preventivamente di volerla riacquistare (vedi la procedura);
b) se assume pubblico impiego alle dipendenze dello Stato italiano e dichiara di volerla riacquistare (vedi la procedura);
c) se dichiara di volerla riacquistare e ha stabilito o stabilisce, entro un anno dalla dichiarazione, la residenza in Italia (vedi la procedura). Il riacquisto può essere inibito con decreto del Ministro dell'Interno per gravi e comprovati motivi;
d) dopo un anno dallo stabilimento della residenza in Italia, salvo espressa rinuncia. Il riacquisto è automatico, ma può essere inibito, entro un anno dal verificarsi delle condizioni, per gravi e comprovati motivi, con decreto del Ministro dell'Interno;
e) se, essendogli stata revocata per aver assunto una carica o un impiego o il servizio militare per uno Stato estero e non aver ottemperato all'ordine di abbandonarlo, dichiara di volerla riacquistare e ha stabilito in Italia la residenza da almeno due anni (vedi la procedura). L'interessato deve provare di aver abbandonato la carica, l'impiego o il servizio militare. Il riacquisto può essere inibito con decreto del Ministro dell'Interno per gravi e comprovati motivi.
Non può riacquistare la cittadinanza italiana chi l'ha perduta per revoca dell'adozione per fatto dell'adottato o per aver accettato o non abbandonato la carica, l'impiego o il servizio militare per lo Stato estero in guerra con l'Italia e non ricorrono le condizioni per il riacquisto.
Lo straniero che intenda riacquistare la cittadinanza italiana può chiedere il rilascio di un permesso di soggiorno "per riacquisto cittadinanza"

 Procedure
DICHIARAZIONE ALL'UFFICIALE DI STATO CIVILE
ISTANZA AL MINISTRO DELL'INTERNO
ISTANZA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 Dichiarazione all'Ufficiale di stato civile
Le dichiarazioni di voler acquistare la cittadinanza (nei casi di riconoscimento o dichiarazione giudiziale di filiazione del figlio maggiorenne, di straniero o apolide del quale un genitore o un ascendente in linea retta di secondo grado sono stati cittadini italiani, di nascita e residenza in Italia fino alla maggiore età) devono essere effettuate avanti l'Ufficiale dello stato civile, producendo i documenti necessari a dimostrare che l'interessato si trova nelle condizioni previste.
La dichiarazione di voler riacquistare la cittadinanza italiana deve essere fatta avanti l'Ufficiale dello stato civile (o, nel caso, avanti il console italiano all'estero), corredata dell'atto di nascita e dei documenti relativi alla perdita della cittadinanza.

 

 Istanza al Ministro dell'Interno
Nel caso di acquisto per matrimonio con cittadino/a italiano/a, l'istanza deve essere presentata al Prefetto del luogo di residenza o, se l'interessato si trova all'estero, all'autorità consolare, con un'apposita domanda scritta indirizzata al Ministro dell'interno. Alla domanda deve essere allegata una copiosa documentazione (situazione di famiglia, estratto atto di matrimonio, certificato casellario giudiziario, certificato carichi pendenti, certificato penale del Paese di origine, fotocopia ultima dichiarazione dei redditi, etc.). Tutti i documenti dello Stato estero devono essere tradotti e legalizzati.
Se nei confronti del richiedente è pendente in Italia un procedimento penale per uno dei reati considerati ostativi all'acquisto della cittadinanza (o se è pendente il procedimento di riconoscimento della sentenza di condanna dell'autorità giudiziaria straniera), la procedura è sospesa fino alla comunicazione della sentenza definitiva (o fino alla conclusione del procedimento di riconoscimento della sentenza straniera).
La cittadinanza si acquista con decreto del Ministro dell'Interno, che può respingere l'istanza solo se sussiste una delle cause ostative (nel caso di rigetto motivato da motivi inerenti alla sicurezza dello Stato, il decreto è emanato su conforme parere del Consiglio di Stato). L'emanazione del provvedimento di rigetto è preclusa se sono decorsi due anni dalla data della presentazione dell'istanza corredata dalla prescritta documentazione (ma, nel caso in cui l'autorità invita il richiedente ad integrare la documentazione incompleta, i due anni ricominciano a decorrere dalla produzione della documentazione richiesta).
La legge richiede, ai fini dell'acquisto della cittadinanza, che non ci sia stato scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio e che non sussista separazione legale. Il Consiglio di Stato ha peraltro chiarito che è sufficiente che tali modificazioni non siano intervenute nel periodo richiesto dalla legge (6 mesi di residenza legale in Italia o 3 anni dalla data del matrimonio), non impedendo l'acquisto della cittadinanza lo scioglimento, l'annullamento, la cessazione degli effetti civili o la separazione intervenuti dopo tale periodo (e, in ipotesi, anche prima della presentazione della domanda). Tale interpretazione è confermata dalle istruzioni impartite del Ministero dell'Interno con la circolare n. K.60.1 del 6.5.1994.
L'istanza può essere riproposta dopo cinque anni dal provvedimento di rigetto.

 

 Istanza al Presidente della Repubblica
Nel caso di acquisto per naturalizzazione la cittadinanza è concessa con Decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell'Interno.
La relativa domanda, indirizzata al Presidente della Repubblica, deve essere presentata alla Prefettura della provincia di residenza, allegando, oltre alla documentazione relativa al periodo di residenza legale in Italia (certificato di residenza quinquennale o decennale, permessi di soggiorno) e alla sussistenza degli altri eventuali requisiti, quella relativa alla dimostrazione del reddito e quella relativa alla propria situazione giudiziaria (certificati penali italiani e del Paese di origine).
Tutti i documenti dello Stato estero devono essere tradotti e legalizzati.
Le condizioni previste devono permanere fino al giuramento, che deve essere prestato entro sei mesi dal decreto di concessione della cittadinanza.
La decisione deve essere presa entro 3 anni dalla presentazione dell'istanza.

 

 Tutela giurisdizionale
Contro i provvedimenti di rigetto delle istanze di acquisto della cittadinanza italiana, è possibile proporre ricorso al T.A.R. del Lazio.
Nei casi in cui l'acquisto o il riconoscimento della cittadinanza italiana può essere configurato come un diritto (ad. es. riconoscimento per nascita o per matrimonio), inoltre, il riconoscimento dello status di cittadino italiano può anche essere richiesto al giudice ordinario, sia direttamente che dopo aver chiesto e non ottenuto il riconoscimento da parte dell'Autorità amministrativa.

 

 Cittadinanza e obblighi di leva
Sono soggetti alla leva militare, fino al 31 dicembre dell'anno in cui compiono il 45 anno di età, tutti i cittadini italiani di sesso maschile, nonché gli apolidi residenti in Italia. Non sono invece soggetti alla leva i cittadini stranieri, anche se residenti in Italia (nel caso siano stati iscritti nelle liste di leva o siano stati arruolati, devono dunque essere cancellati dalle liste di leva e, eventualmente, dai ruoli matricolari).
Chi perde la cittadinanza italiana (per rinuncia, per revoca o, nei casi in cui ciò può accadere, per acquisto volontario di cittadinanza straniera e trasferimento all'estero della residenza), e acquista una cittadinanza straniera, può dunque chiedere la cancellazione dalle liste di leva.
La procedura di cancellazione dalle liste di leva deve comunque essere avviata d'ufficio dagli organi di leva quando risulti la cittadinanza straniera dell'interessato.
Lo straniero che acquista la cittadinanza italiana è iscritto nelle liste di leva, ma viene dispensato dal compiere la ferma se ha già compiuto il trentesimo anno di età.
Lo straniero che viene arruolato può presentare ricorso all'Autorità Giudiziaria ordinaria sulla legittimità dell'arruolamento per motivi di cittadinanza. Se il ricorso è presentato entro dieci giorni dall'arruolamento, vengono automaticamente sospesi gli effetti dell'arruolamento, in attesa della definitiva decisione del giudice.
Se sussistono determinate condizioni, il cittadino straniero può prestare volontariamente servizio militare per lo Stato italiano al fine di acquistare o riacquistare la cittadinanza italiana.

 

 Uffici competenti
- Ufficio stato civile di Torino
Via della Consolata, 23 - Torino

- Uffici dello Stato civile dei singoli Comuni

- Prefettura - Ufficio cittadinanza
P.zza Castello, 201 - Torino
tel. 011/55.89.615

- Questura - Ufficio stranieri
Via Grattoni, 3 - Torino
tel. 011/55.881

(Nonostante non sia espressamente previsto dalla legge, molte volte coloro i quali fanno richiesta di cittadinanza per matrimonio con cittadini italiani o per naturalizzazione sono successivamente convocati per esigenze istruttorie dall'Ufficio stranieri della Questura).

 

 Principali riferimenti normativi
R.D. 9.7.1936, n. 1238: Ordinamento dello stato civile, articoli 14, 58, 59-63, 66.

Legge 5.2.1992, n. 91: Nuove norme sulla cittadinanza.
D.P.R. 12.10.1993, n. 572: Regolamento di esecuzione della legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza.
D.P.R. 18.4.1994, n. 362: Regolamento recante disciplina dei procedimenti di acquisto della cittadinanza.
Circolare Ministero dell'Interno n. K.28.1 dell'8.4.91
Circolare Ministero dell'Interno n. K.60.1 dell'11.11.92
Circolare Ministero dell'Interno n. K.60.1 del 28.9.93
Circolare Ministero dell'Interno n. K.60.1 del 6.5.94
Circolare Ministero della Difesa n. LEV.-C-56/U.D.G. del 12.6.97 (leva militare)
Circolare Ministero della Difesa n. LEV.-C-58/U.D.G. del 17.10.97 (leva militare)

 

 BIBLIOGRAFIA
- L. CASALI, M. SEMPRINI, La cittadinanza italiana, Rimini, Maggioli, 1995;
- P. BONETTI, La condizione giuridica del cittadino extracomunitario, Rimini, Maggioli, 1993, p. 431 ss.;
- S. BARIATTI, La disciplina giuridica della cittadinanza italiana, Milano , Giuffrè, 1996;
- E. GROSSO, Una nuova disciplina della cittadinanza italiana, in Giurisprudenza italiana, 1992, IV, p. 320 ss.;
- G. KOJANEC, Nuove norme sulla cittadinanza italiana. Riflessi interni ed internazionali, Milano, Franco Angeli, 1995.

 

Scheda a cura di : A.S.G.I.
Curatore : Gianluca Vitale
Data ultimo aggiornamento : 6 maggio 1998